MESSINA. La vicenda bella e tragica di Peppino Impastato è stata raccontata in molte forme e mediante tanti linguaggi. Mancava-fino ad oggi-il fumetto. A colmare questa lacuna ci ha pensato un giovane artista messinese, Lelio Bonaccorso, pubblicando presso l'editore Beccogiallo la graphic novel "Peppino Impastato-un giullare contro la mafia" , realizzata con lo sceneggiatore Marco Rizzo.
L'albo è stato presentato a Messina , contestualmente ad una mostra delle tavole originali dell'autore e di altri giovani talenti della palermitana Scuola del Fumetto che resterà aperta al pubblico fino al 22 maggio prossimo.Lelio Bonaccorso crede fortemente alla funzione civile che il fumetto-come il cinema e ogni altro mezzo espressivo-può ricoprire. "Peppino è morto 31 anni fa-osserva- ma è un personaggio attualissimo perchè la mafia che lui combatteva è ancora tra noi"
Nella chiacchierata di presentazione del suo lavoro cita Art Spiegelman ( l'autore di Maus, il noto fumetto sulla shoa uscito anni fa su Linus) , l'israeliano Ari Folman ( Valzer con Bashir) e l'iraniana Marjane Satrapi ( Persepolis) come modelli e fonte d'ispirazione.
Sulla scia di questi autori, Bonaccorso si inventa uno stile originale e mai banalmente realistico ed affronta gli snodi cruciali della biografia di Peppino sulla base di un solido lavoro di documentazione che parte dalla visione del film I cento passi per arrivare alle testimonianze dirette dei suoi compagni-il fratello Giovanni Impastato, Salvo Vitale ed altri- attraverso l'ascolto delle registrazioni di Radio Aut, la lettura di libri importanti come "la mafia in casa mia" e degli innumerevoli altri materiali conservati nella Casa della Memoria di Cinisi.
Il risultato è un lavoro prezioso e coinvolgente che -forse- non aggiungerà nulla di nuovo a ciò che sappiamo di Peppino Impastato, ma contribuirà di sicuro a farlo conoscere ulteriormente dai più giovani e a suscitare rinnovate passioni civili.

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