Sinistra e Libertà per la valorizzazione del grano duro nelle Regioni dell’Italia Centrale
“Scenari terribili per il grano duro, con le proposte del Ministro Zaia sull’art 68 a rischio le produzioni di grano dell’ Italia Centrale !!”
In questi giorni la Conferenza Stato Regioni sta discutendo la proposta del Ministro riguardo l’art 68 del regolamento comunitario 73/2009 – “pagamento supplementare alla qualità”. I Gruppi Regionali di Sinistra e Libertà delle Regioni dell’ Italia Centrale ( Marche, Umbria , Lazio, Toscana,) stanno presentando odg per difendere e valorizzare la produzione di grano duro. Per Sinistra e Libertà “troppo silenzio dinanzi le difficoltà che sta attraversando una produzione vitale per il nostro paese come il grano duro: meno 27% le semine, meno 40% della produzione ( stime) un calo dei prezzi del 45%, totale incapacità del Governo a dare risposte!
L’art 68 poteva essere uno strumento importante per il grano duro ma la proposta avanzata dal Governo alla Conferenza Stato Regioni è del tutto insoddisfacente!
Grave aver eliminato qualsiasi forma di aiuto accoppiato al grano duro e la cancellazione delle Regioni dell’Italia Centrale da qualsiasi aiuto anche in forma disaccoppiata. Sarebbe utile che i Presidenti delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Toscana premano affinché l’aiuto ai produttori che applicano l’avvicendamento triennale venga almeno raddoppiato e che le regioni dell’Italia centrale vengano inserite alla pari delle regioni meridionali tra le zone che possano beneficare del premio riservato ai produttori che praticano l’avvicendamento triennale. Ricordiamo che Il Lazio ha già avuto quest’anno un crollo della produzione di grano duro pari al 53% e con un abbandono del 62% degli ettari coltivati, la Toscana ha avuto un abbandono degli ettari coltivati pari al 27%, le Marche un calo del 10% e l’Umbria del 45%!! Il provvedimento avanzato dal Governo sull’ art 68, la mancanza di un Piano Cerealicolo, la follia dell’industria di trasformazione nel ricercare grano a basso costo su scala planetaria, stanno piegando in maniera definitiva una produzione importante per il suo apporto dal punto di vista economico, sociale, culturale, ambientale e paesaggistico”
“Scenari terribili per il grano duro, con le proposte del Ministro Zaia sull’art 68 a rischio le produzioni di grano dell’ Italia Centrale !!”
In questi giorni la Conferenza Stato Regioni sta discutendo la proposta del Ministro riguardo l’art 68 del regolamento comunitario 73/2009 – “pagamento supplementare alla qualità”. I Gruppi Regionali di Sinistra e Libertà delle Regioni dell’ Italia Centrale ( Marche, Umbria , Lazio, Toscana,) stanno presentando odg per difendere e valorizzare la produzione di grano duro. Per Sinistra e Libertà “troppo silenzio dinanzi le difficoltà che sta attraversando una produzione vitale per il nostro paese come il grano duro: meno 27% le semine, meno 40% della produzione ( stime) un calo dei prezzi del 45%, totale incapacità del Governo a dare risposte!
L’art 68 poteva essere uno strumento importante per il grano duro ma la proposta avanzata dal Governo alla Conferenza Stato Regioni è del tutto insoddisfacente!
Grave aver eliminato qualsiasi forma di aiuto accoppiato al grano duro e la cancellazione delle Regioni dell’Italia Centrale da qualsiasi aiuto anche in forma disaccoppiata. Sarebbe utile che i Presidenti delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Toscana premano affinché l’aiuto ai produttori che applicano l’avvicendamento triennale venga almeno raddoppiato e che le regioni dell’Italia centrale vengano inserite alla pari delle regioni meridionali tra le zone che possano beneficare del premio riservato ai produttori che praticano l’avvicendamento triennale. Ricordiamo che Il Lazio ha già avuto quest’anno un crollo della produzione di grano duro pari al 53% e con un abbandono del 62% degli ettari coltivati, la Toscana ha avuto un abbandono degli ettari coltivati pari al 27%, le Marche un calo del 10% e l’Umbria del 45%!! Il provvedimento avanzato dal Governo sull’ art 68, la mancanza di un Piano Cerealicolo, la follia dell’industria di trasformazione nel ricercare grano a basso costo su scala planetaria, stanno piegando in maniera definitiva una produzione importante per il suo apporto dal punto di vista economico, sociale, culturale, ambientale e paesaggistico”

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