Quello che il governo nazionale dichiara impossibile, la Regione Lazio, grazie alla Sinistra, lo ha già realizzato. E’ il reddito minimo garantito per i disoccupati, gli inoccupati ed i precariamente occupati. La legge, approvata ieri dal Consiglio regionale, centra un obiettivo di straordinaria portata politica e sociale basato su un’innovativa azione di sistema nelle politiche del lavoro e di welfare.
Un provvedimento che pone il Lazio al livello dei Paesi europei che, con l’esclusione dell’Italia e della Grecia, prevedono tutti forme di sostegno al reddito di base. Quando abbiamo avviato il percorso che consente oggi al Lazio di proporsi come regione pilota per una nuova stagione di diritti sociali, avevamo dinanzi sicuramente un altro mondo. Oggi più di ieri, nel pieno di una gravissima crisi economica, le istituzioni devono sapersi dotare di strumenti in grado di rispondere alle esigenze di tutte e tutti coloro che rischiano altrimenti di sprofondare nel baratro della precarietà e della povertà. Con l’approvazione della legge sul reddito minimo garantito la Regione Lazio, ancora una volta, dimostra di avere una volontà politica pari ad una capacità pragmatica di intervenire: stiamo parlando, infatti, dell’erogazione di 580 euro mensili quale contributo diretto a disoccupati, inoccupati, lavoratori precariamente occupati residenti nel Lazio da almeno 2 anni, con un reddito non superiore a 8.000 euro e iscritti alle liste di collocamento dei centri per l’impiego.
I comuni avranno la possibilità di integrare questa erogazione monetaria con una serie di prestazioni indirette – cofinanziabili dalla Regione – volte a garantire l’accesso ai servizi primari (mobilità, attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo, gratuità dei libri di testo). I beneficiari possono fare richiesta presso il comune capofila del distretto socio-sanitario cui appartiene il loro comune di residenza e, per il Comune di Roma, ai municipi di residenza, i quali provvederanno a trasmetterla al centro per l’impiego territoriale competente. Le Province, sulla base dei criteri individuati dalla Giunta regionale anno per anno con proprio regolamento, stileranno le graduatorie. Si parte con una sperimentazione di 40 milioni di euro, 20 per l’anno in corso e altri 20 per il biennio successivo, che in previsione potranno essere ulteriormente incrementati. Questa legge può, dunque, agire da apripista per una futura ed auspicata legislazione nazionale per il reddito di base e per una complessiva ridefinizione delle politiche del welfare, ma soprattutto, anche alla luce del dibattito nazionale di queste ore lanciato dal segretario del Partito Democratico, può costituire un terreno di comune iniziativa politica per le opposizioni ed in particolare per tutta la Sinistra. Una necessità resa tanto più urgente dalla crisi economica in atto, che sta generando un ulteriore abbassamento delle tutele per i più deboli. Non possiamo pensare di uscirne con una semplice “manutenzione” degli strumenti legislativi ed economici sinora adottati; dobbiamo provare a rimettere in campo parole d’ordine e perfino suggestioni che hanno accompagnato la nostra storia, quella dei movimenti femminista, ecologista, altermondialista e pacifista, individuando nel nuovo rapporto tra lavoro e risorse ambientali, tra tempi di vita e tempi di produzione, i presupposti per un'alternativa di società.
In questo senso il nodo inscindibile tra crisi politica e crisi economica mette alla prova tutti noi. Per noi che abbiamo scelto di impegnarci nel processo costituente della sinistra, consapevoli della straordinaria drammaticità della situazione economica e politica oltre che della torsione autoritaria e regressiva sul piano dei diritti sociali e civili che sta vivendo il nostro Paese, questo è l’unico terreno su cui ricostruire uno spazio di iniziativa e di proposta politica di sinistra. Una sinistra che c’è, quella che non si evoca ma si costruisce giorno per giorno, fuori e dentro le istituzioni, attenta alle nuove domande di futuro e forte delle proprie ragioni.
*Assessora al Lavoro Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio.

Digg
Del.icio.us
Furl
Yahoo
Technorati
Ma.Gnolia
Smarking
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
